|
Spesso sono le cose che si ritengono più semplici a creare
problemi, proprio perchè nessuno ce le spiega, ma vengono
date per scontate. E questo il caso della conversione dei formati
audio, ritenuti dai programmatori molto spesso alla stregua di una
conoscenza esoterica che semplicemente non vale la pena di spiegare
oppure come un dato di fatto che ritengono in qualche modo inutile
approfondire.
In realtà proprio perchè l'argomento è molto
semplice si è prestato a mistificazioni di vario tipo spesso
capita di sentire frasi come: 'adesso ho convertito il mio file
musicale in formato mp3, finalmente la sua qualità sarà
resa al massimo', oppure 'è possibile convertire da wav a
mp3, ma poi non si torna più indietro' o ancora 'il formato
mp3 non va bene, perchè perde tutte le frequenze estreme,
sia basse sia alte, dando un effetto di svuotamento e allontanamento
della musica'. Ce ne sarebbero centinaia.
Alla base di tutto ciò sta il fatto ineluttabile che l' ascolto
della musica è un fatto assolutamente relativo, ciò
che suona bene a qualcuno può suonare come carta vetrata
sfregata su pietra pomice ad un altro, ognuno ha il paio di orecchi
che la genetica e la sua educazione musicale hanno contribuito a
modellare ;)
Essendo così un fattore personale il modo in cui viene recepita
la musica è nata allora una scienza che si occupa esattamente
di scoprire i fattori che ne influenzano l'ascolto, cercandone i
capisaldi comuni, cercandone le regole di fondo: la PSICOACUSTICA.
Essa studia i processi richiesti al sistema uditivo ed al cervello
umano quando sollecitati dal suono o da più suoni contemporanei.
Molte scoperte della psicoacustica (come l'effetto MASCHERAMENTO)
hanno dato un contributo decisivo allo sviluppo dell' mp3.
Tutto questo preambolo per dire che le basi scientifiche dell'algoritmo
mp3 riguardano aspetti impalpabili e spesso soggettivi che cambiano
quantitativamente a seconda di chi ascolta.
E allora?
E allora succede che se si converte un file audio da formato wav
a formato mp3 tutto ciò che non è ritenuto essenziale
per l'ascolto viene tagliato, troncato, cancellato.
Ma chi decide cosa non è essenziale per l'ascolto? Risposta:
le ricerche di PSICOACUSTICA.
Questo significa che molte orecchie non allenate NON PERCEPIRANNO
ALCUNA DIFFERENZA TRA COME SUONA IL FILE MP3 (anche con bitrate
ridotti) RISPETTO AL FILE IN FORMATO WAV. Il motivo più semplice
è che bisogna avere una certa soglia di sensibilità
e di attenzione che deriva soprattutto dall'esercizio continuo.
La perdita delle informazioni non essenziali può essere regolata
in base al bit-rate, al numero di bit per ogni secondo che si vuole
siano 'conservati' dell'originali, più alto il bit-rate più
fedele sarà l'mp3 rispetto al wav. La soglia è soggettiva,
come già specificato, quindi per qualcuno qualsiasi compressione
rappresenta già di per sè una perdita irreparabile,
per qualcun' altro una compressione ad 80 kbps non comporta nessuna
perdita.
Un altro fattore che influenza questo processo riguarda gli strumenti
di ascolto: la sensibilità all'ascolto cambia ovviamente
molto se si stanno usando un paio di monitor da studio di registrazione
invece degli speakers del proprio PC.
Quello che ci serve è un tipo di software che ci permetta
di editare e convertire la forma d'onda, ce ne sono moltissimi:
editor come Goldwave, Soundforge, Wavelab, Cooledit o Encoder come
MP3 Compressor sono scaricabili in versione trial e permettono di
effttuare la conversione.
1) lanciate il vostro software
2) aprite il file wav che desiderate convertire
3) a seconda del software che utilizzate salvate il file come (save
file as) oppure esportatelo (export), selezionando il formato mp3
con il bit-rate desiderato.
4) il vostro pc macinerà per un certo tempo, a seconda della
lunghezza del file wav, et les jeux sont faits!
Ve l'avevo detto che era facile!
|